Chi sono

Chi sono io.

Romagnola di nascita ma livornese di adozione da 12 anni.

Nata a Ravenna il primo giorno di ottobre del 1968. Per inciso, avrei dovuto essere un maschio, ma non è stato così e sono contenta di essere femmina.

Padre architetto, Oberdan Ghinassi, scomparso nel 1999.

La mia formazione ha sempre avuto un andamento lineare: il Liceo artistico e poi la Facoltà di Architettura nella città più bella del mondo, almeno per me: Venezia.

Mi occupo di architettura d’interni e il lavoro nei cantieri mi consente di ‘sporcarmi le mani’, osservare, ascoltare l’esperienza e imparare da chi lavora con me, toccare le cose senza accontentarmi della soluzione più facile o più semplice.

Per creare qualcosa di nuovo devi aver capito cosa e perché è già stato creato da qualcun altro. Per saperlo, devi studiare, dare spazio alla tua curiosità, alla volontà di non sentirti mai compiuto.

Una rarità oggi sentirsi così. La maggior parte delle persone dispensa consigli lapidari, ma succede che alla fine li ascolti snocciolare la ricetta secondo loro adatta a te mentre in realtà non è mai quella giusta. Avere un’idea propria è faticoso, scomodo, impone impegno e nessuna superficialità.

Curiosità fa rima con umiltà.

Cerco di non dimenticarlo, nel lavoro come nell’approccio a ciò che la vita mi chiede di affrontare ogni giorno.

Non riesco a stare lontana dal mare e forse era scritto da qualche parte che mi sarei trasferita a Livorno.

Un’altra città col mare dentro.

Una costante.

Per questo forse mi sento a casa.

Se siete qui a leggere queste righe,significa che la Sinistra e la politica ad essa legata appassiona voi quanto me.

Sono una militante di Sinistra Italiana e dal 9 aprile 2017 sono stata eletta Coordinatrice della Federazione di Livorno

Militante perché non mi spaventa camminare, militante perché non mi spaventa ascoltare.

Non mi spaventano i vuoti ‘a perdere’, è bello e soprattutto necessario che sia così.

Serve ad aggiustare il tiro per offrire un progetto migliore a chi ti ascolta o ti ascolterà.

Il termometro che la politica ha smesso di osservare per capire, è fuori, nelle strade e nelle piazze e io ho deciso di stare lì, insieme ai miei compagni.

Non mi appassionano le riunioni chilometriche nelle stanze chiuse dove non si decide mai quasi nulla.

Sarà perché forse è già stato deciso tutto altrove? Continuo a sperare che ora sarà diverso.

La politica in fondo per me è come un cantiere: per costruire bisogna impolverarsi, non pensare troppo alla forma ma alla sostanza, partire dalle fondazioni che stanno alla base e poi salire, mattone dopo mattone, pietra dopo pietra. Non ci si ferma per il freddo rigido dell’inverno o per il caldo insopportabile dell’estate.

Si va avanti fino a quando la ‘casa’ non è finita.

Ho un accento diverso, una esse che non perdona e non fatemi pronunciare la zeta perché son guai…dopo 12 anni non ho ancora imparato a dire ‘Dé, e forse non lo imparerò mai.

C’è stato un momento nella mia vita nel quale mi sono sentita straniera ovunque mi trovassi per via delle radici recise e trapiantate in un altro campo a me sconosciuto.

Ora conosco quel campo, ma non è solo merito dello spirito umano di adattamento o della vicinanza del mare, ho solo iniziato a vivere davvero questa città.  Credo di appartenere a Livorno così come Lei appartiene a me.

Ho scelto i miei punti cardinali. Una vera e propria mappa del cuore. Un alfabeto che riconosco solo io, ma che a tratti rileggo nelle parole di altri diventati stranieri, nati qui e poi andati, oppure tornati con altri occhi.

Livorno è una città particolare, mi sono servite lacrime e tanto tempo per capirla. Mi è servito lo schiaffo del Libeccio per svegliare una testa abituata ad affinare lo sguardo per guidare nella nebbia. Mi è servito il riverbero del sole sul mare per aprire gli occhi anziché richiuderli e non essere abbagliata.

E poi ci sono i libri, dai quali non mi sono separata mai.

Veri e propri feticci.

Quelli letti e riletti che mi aiutano a ritrovarmi ogni volta che mi perdo, quelli da leggere che si accumulano per perché mi manca sempre il tempo per leggere quanto vorrei.

E la musica, quella che ascoltata di notte non è mai uguale a quando la ascolti di giorno, perché c’è un momento preciso per ogni canzone così come per ogni viaggio.

E’ importante a volte ‘mescolare i titoli’ di ogni cosa, essere onnivori ti fornisce migliaia di punti di vista.

Alla fine puoi scegliere come e cosa essere o non essere, ma solo perché l’hai deciso tu.

Who Am I ?

Per scriverle: Simona.Ghinassi@ghinassi.sinistraitalianalivorno.it