Perché votare la Sinistra

Ci siamo, anzi ci risiamo. Domenica 26 maggio si torna alle urne. Un Paese permanentemente sotto elezioni. Domenica però è un’occasione importante e irrinunciabile, perché si eleggerà il nuovo Parlamento europeo. Contemporaneamente si vota per le amministrative in 3.829 i comuni in Italia (poco meno del 50% del totale). A essere interessati da questo voto tra cui ben 30 capoluoghi di provincia. Le elezioni in Italia sono ormai di routine. Ad una giunta comunale se ne avvicenda un’altra. Ad una legislatura ne segue in breve un’altra. E succede, spesso, anche prima della fine dei mandati. Negli ultimi dieci anni cinque presidenti del Consiglio dei Ministri. Qualcosa non quadra in questa Italia sempre alle urne. Ѐ ora di dare stabilità al Paese, stabilità oggi fortemente compromessa dall’attuale governo giallo-verde, anche a causa dei disastri prodotti dei precedenti governi e dalla legge elettorale vigente. Sappiamo però che questa stabilità dipende anche dai vincoli dettati dai Trattati europei, una gabbia d’acciaio dove sono imprigionati i diritti costituzionali. I Trattati condizionano la nostra vita lavorativa, economica e sociale, perché ci obbligano a sottostare ai diktat che ci vengono imposti dalla Troika (Commissione europea- Bce- Fondo monetario Internazionale).

Non tutte le liste che si presentano alle elezioni hanno la stessa visione dell’Europa. Le proposte agli elettori per questa vicinissima tornata elettorale vertono fondamentalmente su almeno quattro visioni di come dovrà o dovrebbe essere l’Europa: il sovranismo, con politiche nazionaliste anche estreme, non accetta alcuna ingerenza sovranazionale, pone il blocco per l’accoglienza ai migranti e intende ribaltare le regole dei Trattati per dettare le condizioni. Gli Europeisti propongono di migliorare L’Europa, potenziandone le riforme. La coalizione “la Sinistra” del gruppo europeo Se/Gue-Ngl, a cui, in questa tornata aderiscono varie soggettività, invece mira a rompere la gabbia dei Trattati, restituendo ad ogni Stato membro i diritti costituzionali. Non più o meno Europa quindi, ma un’Europa in cui prevalgano i diritti umani, civili e sociali di ogni persona. C’è anche un’altra visione dell’Europa, quella della irriformabilità dei Trattati, pertanto bisognerebbe uscirne quanto prima. Anche dall’euro. Per le pari opportunità di informazione sulle idee diverse di Europa occorre che gli elettori siano informati sulle proposte delle varie liste i cui rappresentanti, se eletti in Parlamento, potranno modificare le attuali leggi e vararne altre.

Fra i sovranisti nel nostro Paese regna Salvini, lo sceriffo nazionale, Ministro dell’Interno e leader della Lega. Nel suo programma per le europee c’è la proposta di modifica dei Trattati per favorire misure più restrittive riguardo l’accoglienza ai migranti. Il leghista vuole la Flat Tax, la tassa piatta, che favorisce i grandi patrimoni e penalizza chi è già in ristrettezze economiche. Si oppone a qualsiasi trasferimento della sovranità nazionale a organi o istituzioni europee, uno dei principi fondamentali che uniscono i membri del MENL(Movimento Europa Nazioni e Libertà). Tutto ciò presuppone il rifiuto di politiche volte a creare un qualsiasi modello sovranazionale. Il suo slogan è “ Prima l’Italia e gli Italiani”, ma è pronto a varare nel paese l’autonomia regionale differenziata,” la secessione dei ricchi”. Dicotomie del potere. Si presenterà alle elezioni con l’Eapn (Alleanza europea popoli e nazioni), evoluzione del Menl, movimento fondato da Marine Le Pen. Proprio la leader del Front National ha incaricato Salvini di formare un’alleanza fra i sovranisti europei. Il punto di forza su cui Salvini, capolista di tutte le cinque Circoscrizioni,spingerà in Parlamento europeo si basa sulla conservazione dell’identità nazionale e quindi sul controllo (ndr, ossessivo) dell’immigrazione. Più che altro per respingerla con i suoi “Porti chiusi “ e la guerra alle Ong.

Fra gli europeisti si presentano alle elezioni quelle forze liberiste che hanno contribuito a distruggere lo Stato sociale e l’economia nazionale, con un riformismo spietato che ha massacrato il lavoro, la scuola, la sanità, l’ambiente. Fra gli europeisti ci sono anche coloro che vogliono addirittura mantenere così com’è questa Europa, perché è un sogno che non si può distruggere. Un sogno di cui non si può fare a meno, perché ci ha regalato libertà, diritti e democrazia. Si può ancora migliorare, questo sì, secondo “più Europa” , ma cambiarla no perché “Abbiamo la fortuna di essere nati in un continente dlai pace, dove si vive di più e meglio che ovunque nel mondo, dove istruzione e salute segnano i più alti tassi e dove i diritti sono di più in assoluto”. Peccato che se ne siano resi conto solo loro.

Anche i 5stelle che fanno parte del gruppo europeo Efdd (Europe of Freedom and Direct Democracy) hanno presentato il loro euro-programma. Votato sulla solita piattaforma Rousseau che ha partorito la bacchetta magica con la quale si risolveranno tutti i problemi che indeboliscono l’economia europea e i diritti civili e sociali dei popoli. Un programma articolato su alcune grandi aree: per una nuova Europa con più democrazia, per una piena occupazione con sviluppo sostenibile, per il made in Italy,per una politica migratoria comune,per la lotta all’evasione e alla criminalità. Peccato che gli stessi si definiscano né di destra, né di sinistra e che non prendano posizione chiara sul fascismo e l’antifascismo, uno dei perni fondamentali per la realizzazione della democrazia e del principio di uguaglianza su cui si basa lo Stato di diritto.

E poi c’è la Sinistra, la coalizione che si presenta con il Gruppo Se- Gue /Ngl. Qual è il programma con cui si presenta alle elezioni di domenica? E qual è l’idea di Europa delle forze alleate nella lista? Sicuramente né più Europa, né meno Europa, ma un’Europa diversa. Un’Europa dei popoli, per il lavoro e per i pari diritti di tutti. Un’Europa che va cambiata, rompendo la gabbia dei Trattati. Per farlo bisogna starci dentro e impegnarsi per il cambiamento. Va detto, per inciso e per la trasparenza, che i militanti e le militanti di Rifondazione comunista, sono vittime in questa campagna elettorale di lazzi e sberleffi, specie sui social, per non aver scelto il simbolo con la falce e il martello e per le alleanze non condivise da tutti i compagni. Il programma però è davvero comunista ed è ciò che conta infine. Si articola su 11 punti “per cambiare l’Europa e la nostra vita”. Importante ricordarli tutti, affinché gli elettori possano esserne informati e comprendere la valenza e la possibilità che danno alla lista votandola per raggiungere il quorum del 4 %:

Stop precarietà, 32 ore a parità di salario, salario minimo europeo, reddito di base, welfare
Un’Europa femminista e senza discriminazioni
Politiche economiche espansive che fermino l’impoverimento dei Pesi più deboli
No alla Ue delle élites, dei tecnocrati, degli accordi tra governi
Salvare le vittime dei naufragi, costruire un futuro degno per tutti e tutte
Difendere i diritti umani con la cooperazione internazionale, il disarmo, la diplomazia dl basso
Un Green New Deal per la natura, il clima, le imprese che non inquinano
Stop ai paradisi fiscali. Stop alla finanza tossica
Un nuovo modello per lo sviluppo del Meridione e delle aree interne abbandonate
Stop TTIP. Stop CETA e altri accordi commerciali penalizzanti
Grandi investimenti per istruzione pubblica e cultura, abolizione del numero chiuso, neutralità di internet
Il liberismo e l’austerity almeno negli ultimi dieci anni hanno messo ko tanti paesi, mentre le lobby di potere, le banche e la finanza speculativa si sono arricchite e hanno scatenato la guerra tra poveri, puntando il j’accuse sui migranti, sugli invisibili della società, sugli emarginati, sugli indifesi, sulla libertà di genere e sui diritti delle famiglie arcobaleno. Una politica cinica, impossibile da sopportare ancora. Occorre porre fine a queste illegalità e soprusi sui più deboli per ripristinare la parità di diritti per tutti.

Per questo la lista “La Sinistra”, che ha ricevuto anche l’endorsement di Mimmo Lucano e di tanti altri personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo, si presenta alle elezioni europee e chiede un contributo con il voto per cambiare radicalmente tutto. Per questo non si può dare un voto utile a chi ha già preso tutto, è importante invece dare un voto necessario per un vero cambiamento a sinistra. Per questo è anche importante andare a votare. Astenersi vuol dire foraggiare le destre, quelle forze che, non avendo a cuore la democrazia e i diritti, hanno contribuito alla profonda crisi in cui versa il Paese e la maggior parte degli Stati membri europei.

E quindi….Votando la lista “La Sinistra” si dà forza al cambiamento in Europa e si collabora a rompere la gabbia dei Trattati, ripristinando i diritti sottratti. Buon voto e indico queste 3 preferenze Grassadonia – Ciccone e Fratoianni

Simona Ghinassi

Coordinatrice Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

27 Gennaio: Giornata della Memoria

Ebrei, omosessuali, zingari, oppositori politici dovevano scomparire risucchiati nella “Nacht und Nebel”
La Giornata della Memoria non è solo la ricorrenza del 27 gennaio ma deve essere tutti i giorni dell’anno in omaggio a milioni di vittime e perché sia un costante monito per il presente in un’Europa in cui tornano prepotentemente il fascismo e i nazionalismi che vuole frontiere e porti chiusi.

Simona Ghinassi

Coordinatrice Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

Auguri Compagne e Compagni

Ci attende un Natale magro, povero di aspettative.
La politica di governo corre, detta le sue leggi per chiudere un cerchio mefitico attorno a noi e poter mettere un sigillo su questa fine anno.
A Natale, ognuno di noi tende a rifugiarsi negli affetti, in ciò che di caro possiede e di prezioso ha intimamente costruito attorno a se, ma sappiamo bene che in qualche modo, gli altri, quelli fuori dalla nostra porta siamo noi.
Sarà una pausa breve, giusto il tempo di un brindisi privato che durerà poco per la Sinistra, ci attende la lotta, oltre il muro dell’indifferenza.

Simona Ghinassi

Coordinatrice Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

Livorno può e deve guardare lontano

Sinistra Italiana di Livorno segue il dibattito politico in corso senza lasciarsi coinvolgere dalla tentazione opportunistica di ricostruire il centrosinistra. Quanto ai sondaggi di questi giorni, devono essere letti con un occhio rivolto al passato, a quel 2014 che ha cambiato tutto e che qualcuno cerca di cavalcare parlando oggi più dei fasti che non dei propri errori.

Abbiamo aperto un dialogo con tutte quelle forze radicali a sinistra alle quali non basta solo costruire una barricata fine a se stessa contro la Lega, per questo seguiamo con interesse anche la proposta di De Magistris e gli sviluppi che porterà Agorà DemA Livorno nata in quel solco.

I contenuti politici propri di Sinistra Italiana di Livorno, sono lontani dagli schemi triti e ritriti, dalla condivisione di vecchi percorsi incarnati dalle solite facce, perché pensiamo che non basti eliminare un simbolo e fare una lista civica, senza un progetto solido e condiviso per essere credibili.

La nostra proposta sarà alternativa e radicale per rispondere a quel 40% che non sa più in cosa credere. Guardiamo a chi non vota più, a chi è deluso da una rivoluzione a metà e a chi resiste all’istinto della paura innescata da ciò divide ed esclude nella e dalla città. Solo un programma che agisca e ripari gli errori che hanno distrutto il mondo del lavoro, l’uguaglianza e la speranza per futuro, potrà riportarli a decidere. Crediamo fermamente che l’idea di poter costruire un’ Europa diversa, debba essere accolta in modo lineare e praticata su un territorio, per questo pensiamo che sia poco attento e lungimirante chi crede con leggerezza che si possa fare altro a casa propria. Serve concretezza, praticità, non una contraddizione. Un progetto alternativo di Europa, adeguato anche a questo territorio, deve abbattere, non costruire confini e avere uno sguardo lungo. Livorno lo merita, così come lo meritano le persone che la mantengono viva senza arrendersi.

Simona Ghinassi

Coordinatrice Sinistra Italiana Federazione di Livorno

 

LEGA FUORILEGGE

Ci sono molti modi per stare a Sinistra.
Modi efficaci oppure no, molto dipende dal luogo che scegli per partecipare al ‘mondo’ qua l’è il tuo.

Oggi sono stata al presidio contro la Lega in piazza Cavour, rappresentavo non solo un partito, ma la storia che unisce molti compagni al loro passato da spendere nel presente, ogni giorno con la loro lotta espressa in azione politica. Sarebbe stato un errore non esserci. Chi ha declinato l’invito alla chiamata di protesta ha scelto qua l’è il fronte unico da costruire.

So che con molti compagni che erano in piazza oggi, Sinistra Italiana potrà condividere un cammino, con altri una vicinanza di obiettivi, ma non credo che avremo molto da dividere con chi non c’era e ha ritenuto che era saggio restare in poltrona a gufare.

La sinistra che sproloquia nelle chat di Whats App, su stipe o su Facebook, ha deciso di non riprendersi un ruolo, aspetta chi offre di più, senza fare la fatica che comporta la lotta pubblica, il corpo a corpo L’unica fatica che è disposta a fare è quella di attorcigliarsi in programmi da sbandierare ma da non condividere, rivendicando una primogenitura che è fragile quanto autocelebrativa e povera.

Oggi a discapito di chi “gufava” , e uso non a sproposito un termine tanto caro a Matteo Renzi perché il fine ultimo per qualcuno forse è assomigliare proprio a lui sono restati fuori per scelta da una pacifica contestazione, forse sperando che degenerasse per alzare all’occorrenza il solito ditino . Bene, io continuerò ad esserci, partecipare a queste proteste sarà importante e so che servirà perché saprò di non essere mai sola. Se il dissenso si esprimerà in maniera legale e democratica, come avvenuto oggi Sinistra Italiana ci sarà, sempre.
L’attesa di Ceccardi, la commissaria regionale della Lega forse era solo una scusa per ritrovarsi ? Non credo, era un tam tam chiaro, non fraintendibile fra chi non accetta l’attesa e la resa. Eravamo in tanti, molti di più di ciò che restituirà la cronaca sulla stampa di domani e non nego che fra i cittadini livornesi che passavano e si soffermavano ho sentito parole chiare e nette contro chi è razzista come Salvini e i suoi adepti.

Se la Sinistra reale ( non quella che si candida nella nostra città ad essere ancillare al PD ) si mescola e si contamina trovando punti comuni per stare insieme, potrà far tornare una voce indispensabile. Leggere in chat su Whats App da esponenti di forze politiche locali che la contestazione è qualcosa da Curva Nord dello Stadio oppure che è anacronistico il ritorno al ’68, così come sono anacronistici i valori dell’antifascismo, significa semplicemente essere anni luce lontani dai valori di una Sinistra che oggi serve a Livorno e in Italia.

Il campo è largo e c’è spazio per tutti. Oggi più che mai nel vuoto pneumatico nel quale siamo precipitati per irrilevanza è scarsa incisività c’è davvero poco di cui vantarsi per dare lezioni di purezza.
Una scritta su un muro a volte serve a dare un messaggio chiaro, così come è servita la voce uscita dalla gola di 500 persone oggi che urlavano il loro no alla Lega. Pesano come macigni i proclami razzisti e quei 49 milioni da restituire in 80 anni.

Le camionette della Polizia e le transenne che alla prossima manifestazione diventeranno cavalli di Frisia, sono l’immagine di una debolezza infinita che una parte di Livorno, una parte sola, ha smascherato oggi.

Quanto è costata allo stato la difesa di questa pagliacciata?
Chi minimizza e fa della triste ironia da salotto pensa di poter gestire solo a parole il dissenso ? Il popolo non lo sfami con le brioche dei salotti che odorano di Leopalda e di renzismo.

La Signora commissaria regionale della Lega Toscana, è uscita con la penombra, protetta dalle luci basse della sera, dalle divise e dalle camionette quando tutti erano andati via.
Davvero coraggiosa, non c’è che dire.
Avrà pane per i suoi denti ogni volta che deciderà di venire a Livorno, ci sarà sempre qualcuno pronto ad attenderla per ricordarle che la Lega e i fascisti qui non avranno mai un luogo sicuro dove nascondersi.

Ieri era MSI FUORILEGGE, oggi è LEGA FUORILEGGE.

Simona Ghinassi

‘Dello studio e della lotta’, i giovani si riprendono i loro diritti

La protesta degli studenti scesi a manifestare in piazza Cavour questa mattina, avrebbe dovuto sollevare molto più clamore di quanto purtroppo non abbia avuto.
Prima del colore politico conta il contenuto e avrebbe dovuto essere largo e trasversale, così come sono larghi e trasversali i problemi che coinvolgono la vita degli studenti oggi.
Il diritto allo studio vale per tutti, altrimenti lasciamo passare il concetto che non essendoci valga solo per qualcuno e non per tutti.
Sgomenta vedere che gli adulti quasi non c’erano, a proteggere quei ragazzi lasciati soli c’erano solo le loro convinzioni che dovrebbero invece essere cosa nostra, da difendere.
Se la politica è assente e non ascolta, continuerà a fallire.
Continueranno a non esserci le energie sane per ricostruire un Paese vinto e più povero di quello che era cinquant’anni fa.Cosa chiedono è chiaro, loro parlano con un lessico comprensibilissimo, manca solo la voglia di ascoltarli.
Oggi una delegazione larga e rappresentativa si recherà dal Ministro Di Maio per chiedere cose semplici, cose che appaiono ovvie ma che invece, non da oggi ma da molto tempo comprimono i loro diritti fino a farli scomparire.
Nell’ordine le richieste partiranno dall’abolizione della famigerata 107 per riformare l’alternanza scuola lavoro che ha generato troppo spesso fenomeni di sfruttamento che poco hanno a che fare con la formazione e non garantiscono nemmeno l’accumulo di crediti.
E’ indispensabile poi, l’approvazione del Codice Etico degli studenti per la totale gratuita’ dei percorsi e contro lo sfruttamento, per l’abolizione delle ore obbligatorie e per riqualificare la didattica: che sia istruzione integrata e che si investa per renderla gratuita e di qualità.
Entrare nelle nostre scuole non deve essere un privilegio: vogliono subito una legge nazionale sul diritto allo studio che definisca i livelli essenziali delle prestazioni. A chi parla di daspo e polizia nelle scuole rivolgono le parole piu’ dure: si ritiri il progetto ‘scuole sicure’ per investire sulla messa in sicurezza delle scuole che oggi crollano mettendo a rischio la vita di studenti e docenti.
La mancanza di posti all’interno delle residenze universitarie, l’insufficienza delle borse di studio che arrivano con enorme ritardo, tasse universitarie ed affitti troppo elevati, rendono urgente più che mai un rifinanziamento del diritto allo studio e l’innalzamento della no tax area verso l’ Università affinché sia realmente gratuita ed accessibile a tutte e tutti, per questo è necessaria una legge sul diritto allo studio.
Ecco, queste sono le richieste, cose semplici davvero.
Controproducente e stupido non ascoltare per chi può decidere o può scegliere, dove portare questo paese.
Se questo come già rilevato, ‘non è un paese per vecchi’, continuando così senza cambiare strada, diventerà sempre meno un paese per giovani.
Non possiamo continuare a restare a guardare senza essere al loro fianco e continuare a sostenerli con un pallido appoggio nella loro lotta.
Il futuro sono loro, non noi.

Simona Ghinassi

Coordinatrice Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

una nuova Livorno, verso il 2019

Anche quest’anno, ci siamo, stesso luogo al Circolo ARCI ‘Divo Demi’ alla Guglia, stesso periodo dell’anno, dal 30 agosto al 2 settembre.

Sinistra Italiana Livorno ha organizzato la sua festa perché se è vero che la rivoluzione non si fa mai d’estate, noi abbiamo lavorato intensamente per prepararla ed essere pronti ad iniziarla.

Il titolo che abbiamo scelto è semplice, forse scontato ma rappresenta il desiderio di veder cambiare la città in cui viviamo, questo territorio e questo Paese, significa che ci prenderemo un impegno serio affinché tutto ciò accada.

Siamo consapevoli che ci attenda un grandissimo lavoro da fare, sarà una goccia nel mare, ma siamo pronti.

Livorno è la rappresentazione plastica evidente dei problemi di questo Paese, perché nella sua storia ci sono tutti i fallimenti di ieri e di oggi, ed in primo luogo una malattia divenuta strutturale che si chiama distanza fra chi decide e chi subisce.
Le responsabilità della politica e di un certo modo di interpretare la sinistra, sono molte e molto pesanti, non basta fare un’autocritica a parole, serve dimostrare con i fatti la volontà di cambiare tutto ciò che non funziona in questa città.

Ciò che serve è recuperare il ruolo di comunità e non servono programmi altisonanti per farlo, ma occorre ripartire dalle piccole cose, dalla solidarietà e non dalla carità , dall’ascolto e dalla costanza dell’azione che si sostituisce alla discontinuità dell’attesa, dall’attenzione che scavalca l’indifferenza e si sente nelle cose reali perché non è solo frutto di una percezione raccontata ma puoi toccarla perché modifica in meglio e per tutti la vita.

Aprire gli occhi non è difficile, basta volerlo, c’è una società intera che non è più la stessa da guardare, gli strumenti per capirla e per agire li abbiamo sempre avuti in mano, dobbiamo solo ricominciare ad utilizzarli.

Sarà utile osservare ciò che accade fuori per capire che cambiare è possibile e smetterla di guardare solo ciò che accade dentro per assolverci. Imparare questo, con umiltà, significa trovare il coraggio per crescere, capire il conflitto che viviamo e rimarginare le ferite.

Questa festa e il programma che proponiamo, ha l’ambizione di spiegare non solo la nascita di un percorso che ci poterà alle elezioni amministrative e europee nel 2019, ma una scelta, che sia larga, partecipata non esclusiva ma inclusiva, che riguardi quel NOI che abbiamo spesso dimenticato e non più l’io che oggi continua a predominare allontanando e dividendo le persone fra loro.

Ricreare una connessione è possibile, per questo parleremo di Sinistra e dei contenuti che questa parola deve tornare a portare fra noi, ma soprattutto di azione. Parleremo di diritti umani, quelli descritti nella nostra Carta Costituzionale troppo spesso disattesi, di eguaglianza e di come oggi la mortificazione del lavoro sia uno dei problemi fondamentali per la vita degli individui. Ci saranno storie di noi da ascoltare e cose buone da mangiare alla stessa tavola.

Ognuno di noi farà il massimo affinché tutto funzioni, ma sarà possibile solo se saremo in tanti.

Scalare una montagna è difficile da soli, così come andare a grande velocità è pericoloso, perché arrivare in cima e accorgerci di essere soli sarebbe l’ennesimo fallimento.

Serve un passo lento, profondo e comune, non possiamo più permetterci di sbagliare, lo dobbiamo a noi stessi e a chi verrà dopo di noi.

Vi aspettiamo.

Simona Ghinassi, Coordinatrice Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

Andrea Cionini, Coordinatore Circolo Territoriale SI Livorno Collesalvetti

Danilo Ferrante, Coordinatore Circolo Tematico Mutualismo e Solidarietà “Pierpaolo Pasolini”

Andiamo oltre appelli, cantieri e tatticismi ma parliamo di contenuti a Sinistra

Abbiamo visto moltiplicarsi nelle ultime settimane nascite di cantieri, annunci di liste più o meno schierate e appelli all’unità per la ragion di Stato, ma in pochi hanno capito che la sommatoria algebrica in politica non funziona più. Il voto è mobile e si adegua alla pancia e a ciò che ricade sulla pelle di cittadini sempre più consapevoli che cercano risposte e non chiacchiere.

Le vecchie operazioni strategiche compiute da un ceto politico oggi in affanno sono destinate a fallire per questo e ciò che servirebbe ora è un passo indietro per farne cento in avanti. Riconoscere questo dato aiuterebbe a ritrovare paradossalmente il senso e il significato dell’azione politica come scelta civile di pratica quotidiana da condividere.

La confusione sotto il cielo è enorme e se a livello nazionale abbiamo assistito ad una rivoluzione che ha sovvertito un ordine che pareva immutabile, la scomposizione è in atto anche a livello locale, e non bastano i generici quanto opportunistici appelli all’unità contro i nuovi barbari, perché ad osservare bene è impossibile non notare che le posizioni di chi governa questa città siano diverse. Così come non basta pensare di riesumare un centro sinistra morto e che ha fallito i suoi obiettivi perché ha cambiato verso e volto, virando a destra per ciò che ci ha lasciato in dote.

In attesa delle amministrative del 2019 c’è lo spazio per guardare ciò che sta accadendo altrove, a quelle esperienze che maturano in altre città attraverso la pratica del municipalismo per ricreare una connessione fra governo dei luoghi e risposta a bisogni primari. Le esperienze sono molte, serve declinare un principio, senza copiarlo a scatola chiusa perché sarebbe l’ennesimo errore. Significa parlare di economie di circolari e territoriali legate al contesto, di gestione dei beni comuni e di un ruolo di garanzia da restituire al pubblico, di sicurezza sociale che non usa la repressione ma che ascolta anche ciò che è scomodo ascoltare senza nascondersi, significa stimolare la partecipazione fra i cittadini che hanno uguali problemi e cercano le medesime soluzioni.

Governare una città è cosa complessa, così come è complesso convergere sulla figura giusta di un candidato capace di rappresentare il volto di una città intera con competenza e preparazione adeguata. Per questo sarebbe utile a tutta la Sinistra, quella di oggi e non quella che fu, aprire con umiltà il dibattito senza salti in avanti da parte di dirigenti politici, elite, spin doctor o santoni dell’ultima ora con la verità in tasca, ma insieme ai cittadini, quei potenziali elettori che a ragione, sono lontani e distanti perché privi di voce ma sensibili ad una cosa: la ricerca di conflitto per riappropriarsi dei loro diritti.

La città, tutta, ringrazierebbe e cerchiamo tutti insieme di andare oltre appelli, cantieri e tatticismi ma parliamo di contenuti a Sinistra

Simona Ghinassi

Coordinatrice Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

 

Nogarin non privatizzi la cremazione a Livorno

Leggo con stupore che il Sindaco Nogarin vuole rivedere il servizio della cremazione nella nostra città e sempre con stupore leggo velate accuse di business sulla cremazione alla SOCREM.

A Livorno fin dal lontano 1882, anno della fondazione della prima ‘Società di Cremazione’, da parte di un gruppo di laici illuminati che nel 1893 decise di donare gli impianti al Municipio della città si realizzò un patto laico con la città che è arrivato fino ad oggi con la massima trasparenza. I bilanci di SOCREM sono pubblici e non comprendo perché si voglia aprire ad una privatizzazione.

Auspico che il Sindaco e il M5S ci ripensino perchè passeranno alla storia come quelli che hanno distrutto una realtà storica come la SOCREM e privatizzato un servizio che ne fatti dal 1882 ad oggi a Livorno è gestito in maniera pubblica dai noi cittadini.

Simona Ghinassi

Coordinatrice Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

 

La Rotonda d’Ardenza si intitoli al Presidente Carlo Azeglio Ciampi

Cambiare il nome ad un luogo pubblico della città è giusto che diventi azione condivisa e discussione partecipata dai cittadini, soprattutto se si tratta di un luogo molto amato e vissuto come la Rotonda di Ardenza, ma non comprendo l’alzata di scudi in Consiglio Comunale nei confronti di un nome che oltretutto rappresenta un servitore dello Stato, un Presidente della Repubblica.
Mi riferisco alla petizione lanciata da Beppino Mancini patron della Barcarola, accolta dalla Vice Sindaco Stella Sorgente e oggetto della discordia in questo frangente sull’intitolazione della Rotonda di Ardenza a Carlo Azeglio Ciampi. Eppure, quando fu eletto come capo dello Stato, Livorno salì alla ribalta come la città del Presidente ed era amato da tutti. Ricordo le parole degli amici livornesi, nei momenti salienti del suo mandato, ma soprattutto le lacrime della gente comune che lo piangeva il giorno della sua morte.
La mia non è una difesa ad oltranza e nemmeno un atto di accusa, rilevo solo quanto questa città che ho scelto come casa e che amo moltissimo nonostante i suoi difetti, non sia poi così diversa dalle città di provincia che conosco.
Ho vissuto buona parte della mia vita a Ravenna, e si sa Ravenna non è New York. La passione per il chiacchiericcio non sempre affettuoso tipico di certa borghesia a qualsiasi latitudine, serve ad alimentare spesso le cronache locali quando sono spente, ma in questa città ci sarebbe molto altro di cui parlare, le urgenze sono impellenti e necessitano di essere condivise più che altrove. Immagino lo stupore del Sindaco Nogarin, stupore che condivido assolutamente, nel vedere la sua maggioranza mettere in discussione una scelta logica quanto naturale per la città, così come immagino lo stupore nell’accorgersi che il dibattito viene ridotto in un frangente simile ad un problema di toponomastica.
Speravo davvero in uno scatto in più per l’immagine e la storia di questa città che ho visto fino a poco tempo fa generosa, accogliente e grata verso il suo passato. Non capisco davvero l’allergia del momento, non capisco la logica di un simile atto, fosse il nome di un gerarca fascista o di un nome storicamente scomodo ad essere suggerito, mi unirei al coro sdegnato di chi non vuole accettarlo e si oppone con forza. Altrove, in tempi recenti è accaduto ed è la cronaca attuale a raccontarlo. Oggi si tenta di sdoganare qualsiasi cosa dimenticando la storia. Per questo voglio ricordare, senza timore di smentita che Ciampi, era soprattutto un livornese che amava in modo viscerale la sua città, ma anche un antifascista che ha rappresentato durante il suo mandato, un modello di laicità nel preservare quell’equilibrio indispensabile alla tutela dei diritti costituzionali, senza dimenticare il suo ruolo di garante in passaggi molto difficili della recente storia repubblicana. Accapigliarsi per un nome come quello del Presidente mi pare una sciocchezza fuori luogo e mi auguro che venga rispettato l’impegno preso dalla Vice Sindaco nei confronti di una richiesta suffragata da moltissime firme di cittadini livornesi.
Credo che il Consiglio Comunale abbia altro di cui occuparsi, la città, quella reale fatta di problemi reali, ha bisogno di azioni concrete e non di sterili polemiche.

Simona Ghinassi

Coordinatrice Sinistra Italiana – Federazione di Livorno